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Archivio per la categoria ‘Fare film nella Svizzera italiana’

Nasca l’AFAT – Associazione Film Audiovisivi Ticino

aprile 5, 2012 Lascia un commento

Segnaliamo la nascita dell’Associazione Film Audiovisivi Ticino, che riunisce i principali protagonisti della produzione audiovisiva ticinese, sia produttori che registi. Molti membri del Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti sono membri anche dell’AFAT.

COMUNICATO STAMPA – 13 marzo 2012

Il gruppo fondatore è lieto di annunciare che si è svolta mercoledì 7 marzo 2012 l’assemblea costitutiva della nascente AFAT – Associazione Film Audiovisivi Ticino -.

L’associazione nasce con lo scopo di dare un’unica voce all’intero settore di film e audiovisivi.

In particolare AFAT vuole unire le realtà operanti nel settore degli audiovisivi del Canton Ticino, promuovendo attività economiche legate alla cultura, e iniziative intese al miglioramento e al perfezionamento professionale, nonché difendere e promuovere gli interessi generali e professionali dei propri membri.

Di primaria importanza per AFAT è inoltre interagire con le istituzioni e con gli enti intenzionati ad avere rapporti con il settore degli audiovisivi del cantone, intraprendendo nel contempo contatti al fine di promuovere il settore di film e audiovisivi in Svizzera e all’estero.

Il nuovo comitato è composto da Michela Pini, Tiziana Soudani, Niccolò Castelli, Nicola Genni, Fulvio Mariani e Alberto Meroni, al fine di garantire la più completa rappresentanza possibile al mantenimento, sviluppo e crescita della categoria, in modo eterogeneo e trasversale. Il Comitato che sarà rappresentato ufficialmente dal regista e produttore ticinese Adriano Kestenholz, che è stato nominato quale presidente, all’unanimità dell’assemblea.

Il gruppo di lavoro per la costituzione;

Niccolò Castelli, Philip Kohler, Vito Robbiani, Giorgio Decarli, Fulvio Mariani, Amel Soudani, Nicola Genni, Alberto Meroni, Tiziana Soudani, Villi Hermann, Michela Pini, Riccardo Studer

WEB: www.afat.ch

Le richieste dei registi – Incontro con l’on. Manuele Bertoli

febbraio 5, 2012 Lascia un commento

Riassunto dei punti toccati durante l’incontro con il Cons. di Stato M. Bertoli, 18.1.2012 e una delegazione del Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana (registi affiliati all’Associazione svizzera regia e sceneggiatura, vedi www.realisateurs.ch)

Presenti: On. M. Bertoli, Michele Andreoli, Villi Hermann, Alessandra Müller, Fulvio Mariani

 I. Rischio di marginalizzazione della cinematografia di lingua italiana, ricerca di modalità per potenziare il sostegno

Nelle altre regioni, all’aiuto federale da parte della Sezione cinema si sono affiancati strumenti di sostegno alla creazione cinematografica importanti. Zurigo si è dotato da qualche anno di una fondazione ben fornita di mezzi (Zürcher Filmstiftung); nella Svizzera francese è stata recentemente creata la Fondazione romanda per il cinema dotata di un fondo di 10 milioni di franchi, Berna ha un suo fondo, Basilea anche,la Svizzera centrale pure. insomma anche a livello regionale sono stati potenziati i mezzi a disposizione.
Da noi si marcia sul posto.
A questo proposito ci siamo chiesi se non varrebbe la pena cercare di creare anche nella Svizzera italiana un strumento di promozione meno legato allo Stato, come per esempio una Fondazione, che avrà bisogno evidentemente di fondi statali, ma che potrebbe anche convogliare altre fonti di finanziamento, per esempio presso le Città, i Casinò, Fondazioni e associazioni, e anche sponsor privati.
Un’altra opzione che andrebbe verificata è quello delle alleanze. Perché non contattare la Fondazione romande, o cercare un accordo con il secondo cantone per numero di abitanti italofoni, il Canton Zurigo?

II. Proposte di miglioramento degli strumenti di incoraggiamento attuali

Composizione Commissione culturale

- presenza di un regista nella Commissione culturale cantonale
- diritto di proposta per la Sottocommissione di sostegno ai film (qui non si chiede necessariamente un regista).

Evasione richiesta di sussidi

- In passato molti di noi hanno fatto brutte esperienze con i tempi di evasione delle richieste. 4 mesi sono troppi. Si blocca la procedura di finanziamento. Berna risponde entro 10 giorni. Perché non fare così anche noi?
- maggiore trasparenza: informare subito sui risultati su internet e Ciné-Bulletin (rivista professionale del cinema e audiovisivo svizzero), con indicazioni su produzione, regista e somma concessa.

Condizioni di ammissione per la richieste di sostegno finanziario (anche per FilmPlus)

Vista l’esiguità dei mezzi a disposizione, sarebbe opportuno inasprire le condizioni richieste:

- possono richiedere il sostegno solo produttori domiciliati in Ticino da più di tre anni, per produzioni di registi domiciliati in Ticino da più di tre anni.
- esclusione dal finanziamento per i lavori delle scuole di cinema svizzere e estere
- creazione di un fondo separato per la videoarte
- chi riceve un contributo di più di Fr. 80’000 si impegna ad assumere uno stagiare

FilmPlus

La lettera di conferma della somma attribuita deve citare solo la somma che verrà versata con certezza. Altre indicazioni creano problemi al momento di mettere assieme il dossier di produzione.

Aiuto alla distribuzione

I film realizzati in Ticino faticano a circolare nel resto della Svizzera. Un contributo alle spese di sottotitolazione potrebbe facilitare la diffusione.

In generale

Sarebbe opportuno riassumere condizioni e procedure richieste per l’attribuzione dei sussidi in un regolamento. I registi e gli sceneggiatori indipendenti sono disposti a dare il loro contributo alla preparazione di un tale regolamento, e alla definizione della nuova legge sulla cultura che si vuole mettere in cantiere.

3) Filiera dell’audiovisivo

Sotto l’egida del Dipartimento dell’economia sono in discussione misure per promuovere lo sviluppo del settore audiovisivo in Ticino. Fra i provvedimenti in discussione, la creazione di una Film Commission, la costruzione di una Casa del cinema, il sostegno a una associazione di fornitori di servizi (Digital Film Suisse).

Gli autori della Svizzera italiana salutano gli sforzi per rafforzare il settore dell’audiovisivo, ma mettono in guardia dal deviare fondi destinati alla promozione della cultura cinematografica nella Svizzera italiana verso la promozione economica.

I registi e sceneggiatori della Svizzera italiana ringraziano l’on. Bertoli per l’attenzione ricevuta

Promemoria: Michele Andreoli

SE MANCANO LE RISORSE PER FARE FILM IN TICINO

agosto 26, 2011 Lascia un commento

di Villi Hermann, regista e produttore, Corriere del Ticino, 13 agosto 2011

Attualmente parlano tutti del cinema ticinese con un certo otti­mismo solare, ma secondo me la si­tuazione è piutto­sto nebulosa. Pren­diamo ad esempio due cantoni di frontiera come il nostro, Basilea e Ginevra, due cantoni dove c’è una forte concentrazione ban­caria, economica e di manodopera, co­me da noi, ma dove però spendono molto, ma molto di più per i film. Sen­za considerare le somme con cui finan­ziano anche il teatro, il balletto; pen­sando all’opera del Grand Théâtre de Genève o al Basler Theater, mi gira la testa. Inoltre questi teatri stimolano la collaborazione fra attori e cineasti, mentre da noi non c’è nemmeno un teatro stabile. Cito altri cantoni e re­gioni e le cifre con le quali aiutano il loro cinema: Zürcher Filmstiftung 8,38 milioni di franchi, Fonds REGIO Films (raggruppamento dei cantoni roman­di) 4,63 milioni; Canton Ginevra 1,02 milioni; ProCinéma Berne 2,16 milio­ni; Canton Argovia 640 mila franchi.
Siccome vivo in una regione viticola, il Malcantone, e mi piace il buon vino, come il buon cinema, oso fare un pa­ragone effimero. A cosa servirebbero Wine Magazine, enoteche design, bot­ti in rovere francese, serbatoi in inox che luccicano, Wine&Blues, creare un itinerario enogastronomico, cantine griffate da architetti famosi con attrez­zi da laboratorio fantastici, se poi man­ca il buon vino maturato in casa del­la regione che produce vini DOC? C’è sempre una soluzione per vendere del vino: importarlo con cisterne, trafficar­lo ed etichettarlo con furbizia. Esatta­mente quello che potrebbe accadere per il nostro cinema. Abbiamo e sognia­mo: la Casa del cinema, il FilmPlus della Svizzera italiana, un cluster, una filiera del cinema, premi, una Filmcom­mission, presenze cine-turistiche, pale­stre e piazze, master in cinema, scuole audiovisive, Pardo Way, congressi, se­minari, dottori in semiologia e anche una mappatura del territorio audiovi­sivo. Ma dove sono i film? E se doma­ni venisse a mancare un aiuto seletti­vo cospicuo e costante da parte del DECS, vale a dire l’aiuto culturale ini­ziale, deciso da una commissione cul­turale competente? Un DECS che met­te a disposizione fino a oggi soli 250-270 mila franchi annui, una somma che non è neanche la metà del costo di un solo documentario svizzero presen­tato al Festival di Locarno. Senza l’aiu­to basilare, ossia il sussidio generoso da parte del DECS, dunque, il nostro cinema non può crescere. Oggi per una
fiction ci vogliono circa 2 milioni di franchi e per un documentario per il cinema intorno a 400-600 mila fran­chi. Come può una commissione sce­gliere i migliori progetti se ha solo po­co, anzi pochissimo a disposizione? L’unica soluzione è raddoppiare il fon­do all’aiuto cinematografico: minimo mezzo milione. E senza la promozione non si riesce a far conoscere nessun film e nemmeno il Kebab. Spesso noi pro­duttori e cineasti non abbiamo più un soldo per stampare volantini per il no­stro film oppure per fare un nuovo si­to web interattivo.
Le varie organizzazioni culturali, fon­dazioni ed istituti dovrebbero finanzia­re con maggior coraggio i nostri film. Ho visto nei titoli di quasi tutti i film svizzeri presentati a Locarno, nomi di banche cantonali, città e comuni sviz­zeri. E da noi ? Le banche hanno sede oltre Gottardo e oltre Sarina e non de­cidono niente in loco. Abbiamo quat­tro casinò che secondo la legge dovreb­bero versare una certa percentuale a scopo culturale: dove sono, che fanno per l’audiovisivo, che è un’arte consu­mata specialmente dai giovani? Qua­si tutti, enti, fondazioni, comuni, città rispondono sempre alle nostre richie­ste con frasi sibilline: a causa del rego­lamento, per via del budget esaurito o di un’altra disposizione dell’ufficio mar­keting, comunichiamo che… Ma se non si farà niente nei prossimi mesi, il fiorellino del cinema locale non crescerà neppure per poter raccogliere un miserabile mazzolino. Ogni film no­stro che è selezionato ad un festival in­ternazionale parla di noi, della nostra cultura, del nostro territorio ed è un ot­
timo ambasciatore, ma non esiste nes­sun aiuto regionale per quest’attività, per questa promozione, anche se la pre­senza a festival internazionali è la ga­ranzia di una visibilità richiesta da molti.
Di tutto l’aiuto da parte della nostra televisione dato al nostro cinema indi­pendente non posso trattare qui, sicco­me è molto complesso; esigenze di au­dience, programmazione, appalti e nuovi media. Posso solo testimoniare che senza la coproduzione nell’ambito del
pacte con noi produttori e cineasti indipendenti non potremmo intrapren­dere niente, siccome la strada che por­ta a Berna è molto sassosa. Ma se vo­gliamo mantenere una nostra identità e non essere sommersi dai film della vi­cina penisola, dove esiste un’industria potente e aggressiva, o essere invasi dai film americani, dobbiamo difenderci, essere più orgogliosi della nostra cul­tura e costruire insieme questa cultu­ra, con più soldi, con fantasia e crea­tività, altrimenti i nostri figli troveran­no solo film blockbuster e cinepanetto­ni nei loro archivi e nelle videoteche.
Il nuovo direttore della Sezione cine­ma dell’Ufficio federale della cultura, il cineasta e produttore Ivo Kummer, ha dichiarato: «La settima arte è uno strumento utile per rafforzare la pro­pria identità. Ancor più in Svizzera, dove il cinema può facilitare la reci­proca comprensione culturale».

Villi Hermann candidato al Consiglio regionale della Corsi

maggio 26, 2011 Lascia un commento

 Il Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana (GRSI) ha candidato il regista Villi Hermann al Consiglio regionale della Corsi. Il ruolo della RSI nel campo della diffusione della cultura cinematografica è molto importante. Il Gruppo ritiene che un rappresentante dei registi in seno al Consiglio regionale della Corsi potrebbe contribuire con un punto di vista qualificato alle discussioni sulle scelte riguardanti la politica dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo.

 Il Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana si è formato per occuparsi dei problemi particolari che incontrano i cineasti svizzeri di lingua italiana. Il gruppo si propone come interlocutore di enti e autorità in merito alle tematiche riguardanti il settore cinematografico, sia a livello creativo che a livello produttivo.

Del Gruppo fanno parte i registi e gli sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana affiliati all’Associazione svizzera regia e sceneggiatura (ARF). Fondata nel 1962 da Alain Tanner, Claude Goretta, Henry Brandt, Walter Marti e altri, l’ARF rappresenta circa 220 cineasti svizzeri, ed ha avuto un ruolo importante nella definizione delle misure federali di sostegno alla produzione cinematografica.

 Villi Herman è autore è uno dei più conosciuti registi della Svizzera di lingua italiana. Nei suoi tre lungometraggi ha diretto attori del calibro di Omero Antonutti (Matlosa e Bankomatt), Alessandro Haber (Innocenza), Enrica Maria Modugno (Innocenza), Francesca Neri (Bankomatt) e Bruno Ganz (Bankomatt). Produttore dei suoi film, negli ultimi anni è anche attivo con la sua Imago Film di Luganocome produttore di cortometraggi e lungometraggi scritti e diretti da giovani autori ticinesi. Ultimo fra questi il lungometraggio “Sinestesia” di Erik Bernasconi.

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agosto 26, 2010 Lascia un commento

Non è facile fare cinema in Svizzera, e per i cineasti che lavorano nella Svizzera italiana è ancora più difficile. Poche risorse, territorio circoscritto, assenza di un pubblico di casa in grado di far recuperare ai produttori i costi di produzione sono i limiti con cui bisogna fare i conti.

Gli autori e i produttori della Svizzera italiana contrappongono a questa situazione flessibilità, creatività e disponibilità a lavorare al di fuori dei ristretti limiti del proprio cantone, riuscendo a presentare una filmografia di tutto rispetto, sia con temi legati al territorio, sia con lavori che si collocano nel cinema di lingua italiana, sia con lavori che non hanno direttamente a che fare con la realtà e la cultura della Svizzera italiana, ma che sono opera di autori che vivono e lavorano nella Svizzera italiana.

Nella Svizzera tedesca e in quella francese, chi fa cinema si fa sentire attraverso organizzazioni e gruppi di lavoro (Forum romand des professionels de l’audiovisuel, Zürich für den Film, Bern für den Film, Balimage, ValaisFilm, Filmzentralschweiz, Cineasts Independents Rumantschs, Fonction Cinèma). Grazie al loro impegno sono stati raggiunti risultati importanti, che hanno portato a un potenziamento degli strumenti regionali di sostegno alla produzione cinematografica. Forse è il momento anche nella Svizzera italiana di unire le forze e di far sentire la propria voce.

Tanto più che attualmente molto di noi sono confrontati ai problemi creati dall’esaurimento dei fondi di FilmPlus della Svizzera italiana. Per questo noi  (alcuni cineasti del Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana (GRSI) -  www.realisateurs.ch/de/grsi-0) abbiamo pensato di indirizzare una lettera ai responsabili del sostegno alla produzione cinematografica. Per non escludere nessuno, la lettera verrà firmata individualmente da registi, produttori, tecnici, attori, ecc. L’obbiettivo è quello di chiedere il mantenimento e il rafforzamento di FilmPlus, ma anche di contarci e di riunire il maggior numero di persone che lavorano nel cinema e per il cinema nella Svizzera italiana, in vista anche di nuove iniziative da portare avanti possibilmente tutti assieme.

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